Cloud: ora la “nuvola” punta a regole europee


Nel futuro delle aziende e della rete c’è il “cloud“, la tecnologia che trasporterà gran parte delle operazioni quotidiane che l’utente svolte oggi in locale direttamente sul web, rendendo i dati accessibili sempre e da qualsiasi parte del mondo.

Google e Microsoft, ma anche Apple con AirPrint, stanno sperimentando per prime i vantaggi derivanti da questa tecnologia.

Ma nel frattempo il cloud computing, consapevole del ruolo centrale che si troverà a giocare in breve tempo (sono previsti investimenti per 800 milioni di euro nei prossimi quattro anni), punta a regole in tema di privacy e sicurezza dei dati che finiranno nella nuvola, che siano dettate direttamente dall’Unione Europea.

Trainato dalle tecnologie mobili – smartphone, tablet e le loro applicazioni – il cloud computing porterà nella rete una mole enorme di nuovi dati: documenti salvati, interi archivi di immagini, testi e quant’altro, tutti accessibili in qualsiasi istante, da qualsiasi luogo, con qualsiasi dispositivo.

Ma tutto ciò va rafforzato in termini di sicurezza. Come dimostra anche una ricerca della London School of Economics, secondo cui il 68% delle aziende ha paura che il cloud possa inciampare proprio su riservatezza e sicurezza IT.

“Microsoft già dice dov’è geograficamente il dato, dov’è il suo backup e com’è protetto. Sono tre aspetti che dovrebbero essere trasparenti in ogni offerta cloud”, commentano dal comparto italiano dell’azienda di Redmond.

Una cosa è certa: l’argomento “cloud computing” non potrà essere ignoranti dai grandi della terra, come dimostra il G8 su Internet che si terrà a Parigi nei prossimi 24 e 25 Maggio. E del resto i numeri parlano chiaro: ovvero i vantaggi economici offerti dal cloud nei cinque principali paesi europei (Germania, Regno Unito, Italia, Francia e Spagna), ammontano a 177,3 miliardi di euro/anno.

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