Apple: un software per la creazione ‘di massa’ delle app su iOs?


Si chiama “Content Configuration for Device Platforms“, è l’ultimo brevetto depositato da Apple e ripreso dal sito web AppleInsider. E parla di tematiche importanti.

Sembra, infatti, che l’azienda di Cupertino abbia tra le mani un software in grado di rendere la creazione di app e contenuti multimediali, per il sistema operativo iOs, faccenda per tutti. Non-programmatori compresi. Anzi, l’intenzione sembra essere proprio questa: eliminare l’impedimento – così lo chiamano – dei linguaggi di programmazione, per far sì che le idee riguardanti nuove applicazioni possano divenire realtà attraverso un semplice programma.

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Il software dovrebbe essere di tipo “WYSIWYG“, grazie al quale sarebbe possibile ideare applicazioni in maniera visuale, senza ricorrere a linguaggi di programmazione e con l’opportunità, al tempo stesso, di ottenere prodotti in grado di girare su tutte le piattaforme mobile di Apple, andando dunque dall’iPhone all’iPad. Senza tralasciare, poi, la possibilità di visualizzare gli stessi contenuti anche su televisioni e computer.

“A causa della diversità tra i dispositivi – si legge su AppleInsider –, i contenuti non vanno creati una sola volta, ma spesso più volte. Questo è un ostacolo in più nella creazione di applicazioni e contenuti multimediali”.

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Il problema verrebbe risolto proprio grazie a questo software ideato da Apple, all’interno del quale “ogni animazione può essere controllata da un’azione, ogni azione può essere legata alle altre tramite un’asse temporale per le animazioni. Mettendo in relazione le animazioni sulla base di un’asse temporale, queste possono essere facilmente riviste”.

In questo modo gli utenti meno esperti possono mettersi al lavoro nella creazione di applicazioni, mentre hanno a disposizione uno strumento in più coloro i quali sono già sviluppatori in grado operare coi codici di programmazione.

“Lo strumento potrebbe contare, inoltre, su una libreria JavaScript in esecuzione in background, per migliorare gli elementi del codice”, rendendo così più completi i comportamenti di gestione degli eventi e gestione degli errori. Diventerebbe così possibile, ad esempio, abilitare o disabilitare funzionalità di vario genere, supportate o meno da differenti dispositivi e così via.

Da non sottovalutare, poi, il lato advertising. Apple, infatti, sembra tenere conto anche della possibilità di prevedere spazi pubblicitari all’interno delle applicazioni, gestibili tramite iAd.

Il tool sembrerebbe essere pensato, anche a giudicare dagli esempi inseriti nelle 72 pagine del brevetto, per le piccole e medie imprese intenzionate a muoversi nell’ambito mobile. Vedremo in che modo Apple procederà nella diffusione del software.

Secondo voi estendere la creazione di app al “grande pubblico” può essere una buona idea?

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